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C R I S T I A N E S I M O


Attualmente il cristianesimo è la religione più diffusa al mondo, con circa 2,1 miliardi di fedeli:1 miliardo di cattolici, 500 milioni di protestanti, 240 milioni di ortodossi, e 275 milioni d'altri), davanti all'Islamismo, tra 900 milioni ed 1,4 miliardi, e all'Induismo, tra 850 milioni e un miliardo.
Il Cristianesimo emerge dal Giudaismo nel I secolo. I cristiani assumono dal Giudaismo le sue Sacre Scritture, dottrine fondamentali come il monoteismo, forme del culto, concetti di luoghi e tempi sacri, l'uso dei Salmi nelle preghiere comuni. Ma anche persone di origine pagana, prevalentemente di cultura greca, vengono da subito a far parte della nuova religione. Nonostante si ispirasse ai valori della Bibbia ebraica, la nuova religione poneva la figura di Cristo e la sua predicazione come l'inizio di una nuova era messianica.

Gesù di Nazaret
Per capire chi è Gesù (detto il Cristo) per i cristiani si può per esempio partire dalle scritture delle Scritture Sacre dell’ebraismo, l’Antico Testamento, dal libro del Deuteronomio che parla di Mosé, caratterizzandolo come l’unico uomo che abbia avuto una diretta esperienza di Dio, “il Signore parlava con lui faccia a faccia” (Deut. 34,10). Gesù può essere considerato in prima approssimazione un profeta che come Mosè è anche legislatore e ha una particolare vicinanza a Dio e conoscenza di Dio, che egli chiama “padre”.
Nello svolgimento della sua missione si mette in luce progressivamente il suo trascendere questo stesso ruolo: a differenza dei profeti venuti prima di lui, non è il semplice annunciatore di un messaggio, ma si identifica con esso: è la Parola di Dio fatta Carne. Egli nascendo da Maria, predicando il messaggio della salvezza, offrendo la sua vita su una croce, e riprendendola di nuovo dopo la sua morte (risurrezione), rivela più chiaramente la sua “figura”, di Dio-uomo, Figlio di Dio che discende totalmente nell’umano, fino a morire come un malfattore e un senza-Dio, rimanendo nell’unione col Padre al quale lo lega l’Amore dello Spirito Santo.
Così si comprende anche la difficoltà nella ricezione di tale messaggio da parte del suo ambiente di allora, ma poi in seguito fino ad oggi.

Sviluppo storico del cristianesimo
Gesù affida ai discepoli, che formano una realtà organica, “il Suo Corpo”, ricevendo il battesimo, il compito della prosecuzione della sua missione di salvezza, fino alla fine dei tempi. Inizia il tempo della Chiesa. Nel 100 d.C. questa “organizzazione” dei cristiani era ancora abbastanza fluida e variava da una zona all'altra, con notevoli differenze fra le chiese formate da discepoli non di origine ebraica e quelle "giudeo-cristiane".
Durante il I e II secolo, presso le comunità cristiane formate da cittadini di tutte le nazionalità, il cristianesimo era anche andato incontro alla cultura greco-romana. Nel II e III secolo la primitiva rete di piccole comunità cristiane si collegò in una organizzazione più vasta, chiamata col termine greco ekklesia, cioè "riunione" o "assemblea". La Chiesa si diffuse in tutto l'Impero Romano, prima in oriente e poi in occidente cominciando ad avere un peso numerico e sociale rilevante. In un periodo in cui l'Impero subiva per la prima volta le ritorsioni dei popoli di frontiera, l’imperatore Marco Aurelio (161-180) fece avviare una radicale repressione contro “chi disturbava la pace sociale”. Iniziarono così delle violente repressioni del cristianesimo a cui seguivano periodi di tregua.
Il fenomeno cristiano si stava trasformando, lentamente, in una organizzazione molto più vasta, organizzazione chiamata nel complesso la "grande ekklesia" o chiesa cattolica. "Cattolico" ed "ecumenico" sono due termini greci che si diffusero nel III secolo ed hanno il significato di “mondiale”, “universale” o “globale” in feconda dialettica con l’esperienza delle chiese “locali” o “particolari”. Nel 313 l'Editto di Milano legittimò la cristianità a fianco delle altre religioni praticate nell'Impero Romano. Nel 325, il primo concilio di Nicea segnalò il consolidamento della cristianità sotto un’ortodossia avallata dall’imperatore Costantino, riuscendo a trovare le categorie teologiche per esprimere la dottrina trinitaria, che malcompresa aveva portato a varie eresie nella chiesa dei primi secoli.
Rientrata questa crisi verso la fine del IV secolo, successive divisioni si aprirono con i Concili di Efeso (431) e di Calcedonia (451).
Il primo scisma che divise la cristianità avvenne con il concilio di Calcedonia che non raccolse il consenso di tutte le chiese sulla natura di Cristo e che separò, dalle altre, le chiese di Antiochia e Alessandria (che formano ai giorni nostri le Chiese Orientali dei siro-ortodossi, dei copti e degli armeni). Sebbene normalmente si indichi il 1054 come anno dello scisma fra la Chiesa Orientale Bizantina e la Chiesa Occidentale, lo Scisma d'Oriente fu effettivamente risultante di un lungo periodo di progressivo distanziamento fra le due Chiese, ma non fu un distanziamento dei punti fondamentali di fede. L'Ortodossia è rappresentata in massima parte da una serie di Chiese autocefale, che pur essendo in piena Comunione sacramentale e canonica tra loro, agiscono indipendentemente l'una dall'altra. il Patriarca di Costantinopoli assume il primo posto in pari dignità con gli altri patriarchi, coordina le relazioni tra le altre Chiese Ortodosse locali ed i rapporti dell’Ortodossia intera con le altre Chiese cristiane e le altre religioni.
La Riforma è il nome dato al movimento religioso, con rivoluzionari risvolti politici, che ha interessato la Chiesa cattolica nel XVI secolo e che ha portato alla nascita del protestantesimo. L'origine del movimento è da attribuire al monaco agostiniano Martin Lutero (in Germania), ma altri protagonisti importanti saranno Giovanni Calvino e Ulrich Zwingli in Svizzera. Il protestantesmo considera la Bibbia l'unica fonte di rivelazione, mentre cattolici e ortodossi la affiancano alla tradizione. La dottrina della giustificazione per fede, è la dottrina secondo la quale Dio mette a nostro carico, ci accredita, ci imputa, la giustizia di Cristo attraverso la sola fede. La portata rivoluzionaria di tale insegnamento può essere così sintetizzata: la preoccupazione principale del cristiano invece sta nella sua fede in Gesù Cristo, e solo dopo possono venire le opere che però da sole non possono portare alla salvezza dell'anima.
Altro punto della Riforma Protestante era la lettura diretta delle Sacre Scritture. Al popolo veniva limitata la lettura della Bibbia, sottoponendo a restrizioni la circolazione delle versioni in lingua corrente. Invece Lutero provvide a tradurre la Bibbia nella lingua parlata dal popolo. In merito all'Eucaristia Lutero negava la transustanziazione, presenza reale di Gesù mediante la trasformazione di pane e vino in corpo e sangue di Cristo, affermando invece la consustanziazione, presenza reale di Gesù insieme al pane e al vino (su questo punto non vi è comunque uniformità di vedute tra protestanti).
Con la Riforma protestante la cristianità occidentale si sviluppò secondo tre direttrici principali: il Cattolicesimo romano, il Protestantesimo e la comunione anglicana. Per gran parte del periodo che va dal XVI secolo al XIX secolo il dibattito teologico si svolse principalmente all'interno di queste confessioni — fu il periodo della cosiddetta "teologia confessionale". Naturalmente, vi è un patrimonio di fede - corrispondente al periodo della Chiesa indivisa - ancora in comune tra le tre principali confessioni cristiane: il Battesimo e, con alcune diverse interpretazioni, l'Eucaristia come sacramenti centrali per la salvezza; la fede nel Dio trinitario che si è rivelato ad Israele e in maniera piena in Gesù Cristo; la centralità della Bibbia nella riflessione e nella vita cristiana, e così via.

L’ecumenismo
L'ecumenismo come movimento tendente a ristabilire l'unità piena e visibile dei cristiani attraverso il dialogo e l'impegno comune tra le varie confessioni, nasce in ambito protestante agli inizi del ventesimo secolo e dà il via un processo irreversibile di ricerca di unità tra tutte le chiese cristiane. Nel 1937 viene costituito il Consiglio Ecumenico delle Chiese, a cui partecipano, all'inizio, quasi tutte le chiese e confessioni protestanti e ortodosse. L'atteggiamento dei cattolici nei confronti del movimento ecumenico, inizialmente negativo, inizia a cambiare con papa Pio XII e subisce una decisiva svolta con papa Giovanni XXIII, che indice nel 1959 il Concilio Vaticano II e, nel 1960, istituisce il Segretariato per l'Unità dei Cristiani. Tra alti e bassi, progressi e regressi, il cammino ecumenico avanza sia nella coscienza dei cristiani di tutte le chiese sia nella riflessione teologica ed ecclesiologica.

Pastore Prof. Giuseppe La Torre, Don Maurizio Silini

Commenti   

0 #1 profile 2018-11-02 17:09
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