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L’interesse per il cibo unisce le fedi presenti in città

di GINO DRIUSSI

Con una celebrazione interreligiosa per la pace, che si terrà alle 18 nella sala multiuso evangelica di via Landriani 10 a Lugano, si conclude questa sera la Settimana delle religioni, organizzata in Ticino dal Forum svizzero per il dialogo interreligioso e interculturale.

Il tema della Settimana era “il rispetto del cibo e il cibo del rispetto”. Chi vi ha partecipato ha così potuto conoscere e degustare il cibo dei buddisti, dei cristiani d’Oriente, dei musulmani e degli ebrei, preceduto da apposite conferenze e spiegazioni, cui si è aggiunta la possibilità di visitare l’Istituto buddista Kalachakra di Breganzona, la sinagoga e la moschea di Lugano. Per un bilancio della Settimana delle religioni, abbiamo sentito il pastore evangelico Giuseppe La Torre, presidente del Forum.

 

Soddisfatto dell’andamento di questa Settimana?

Il bilancio è inaspettatamente positivo: c’è stata un’ottima frequentazione di pubblico ai numerosi eventi, ad eccezione, forse, della serata di mercoledì dedicata al cibo dei musulmani, perché il diluvio che si è scatenato su Lugano ha scoraggiato le persone dall’uscire di casa. Sicuramente ci ha favorito la formula che abbiamo adottato: non lezioni accademiche (a parte la prima serata, con l’interessantissima conferenza della professoressa Bianca Patocchi, specialista di culture antiche, sul cibo nelle religioni), non dibattiti, ma la possibilità data al pubblico di esprimersi in modo molto informale e familiare su varie problematiche legate non solo al cibo, ma anche al dialogo interreligioso, in primis le relazioni con i musulmani, che di questi tempi sono di particolare attualità, oppure il rapporto dei giovani con la religione e con la fede. L’abbondanza, la varietà e l’ottima qualità del cibo cucinato sono state peraltro molto apprezzate. E poi hanno suscitato interesse anche le porte aperte nei vari luoghi di culto: ad esempio nella sinagoga di Lugano per la prima volta ad accogliere i visitatori è stato il giovane rabbino della comunità ebraica della città, il quale si è sforzato di parlare in italiano con i ragazzi delle scuole, il tutto in modo molto simpatico.

E l’apoteosi è stata raggiunta ieri sera, venerdì, con la cena ebraica di apertura dello Shabbat, alla quale hanno partecipato per la prima volta anche non ebrei.

In realtà, la vera apoteosi sarà questa sera con la celebrazione conclusiva per la pace, però è vero che quello di ieri sera è stato un grande momento: tutto esaurito con una settantina di partecipanti e una quindicina in lista di attesa. Erano presenti anche diverse personalità come il presidente del consiglio comunale di Lugano Giampiero Cambrosio e il vescovo mons. Valerio Lazzeri. Naturalmente, questo ci ha resi molto felici e onorati perché l’interesse ha superato le nostre aspettative, anche perché tutto è stato fatto seguendo la suggestiva ritualità dello Shabbat, in una cornice molto festosa.

In definitiva, la scelta del cibo come tema della Settimana delle religioni si è dunque rivelata azzeccata?

Direi di sì. Noi siamo andati in contro-tendenza, perché il tema di quest’anno a livello svizzero era quello dei bambini, ma noi abbiamo riflettuto e pensato che era importante che le persone potessero sedersi, incontrarsi e parlarsi, dunque non abbiamo voluto affrontare grandi argomenti di principio, come avevamo fatto negli anni passati, quali la terra, la famiglia, i giovani, ecc., ma proprio andare sul concreto. L’unico rammarico che vorrei esprimere è che a mio parere non c’è stato abbastanza “interscambio”, nel senso che ogni serata, ad eccezione di quella di ieri, è stata molto “monoreligiosa” , nel senso che è stata frequentata a stragrande maggioranza da aderenti alla religione della quale si parlava. Comunque, il dialogo c’è stato e va bene anche così.

(Giornale del Popolo, 8,11.2014)

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0 #1 profile 2018-11-01 16:56
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